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mercoledì 16 settembre 2015

IL COMPLEANNO DEL “MOLINARI"



Nel 1940 (XVIII anno “dell’era fascista”), e più esattamente il 9 ottobre il ministro Bottai comunicò al preside incaricato, Prof. Angelo Coppadoro, di aver deciso l’istituzione a Milano di un nuovo corso di studio della chimica.
Il 16 ottobre cominciò ufficialmente l’attività del Regio Istituto Tecnico Industriale per Chimici Industriali con sede in Milano in via s. Marta 18.
L’istituto nasce in un contesto bellico, nel quale le applicazioni chimiche erano di grande importanza e dove la cura della didattica e la preparazione degli allievi erano tenute in grande considerazione. Le attrezzature date in dotazione, pur nell’ambito delle ristrettezze del periodo, avevano un elevato livello tecnico. Questa attenzione alla qualità didattica è stata sempre caratteristica dell’Istituto. Nel dopo guerra, con la Repubblica, e la caduta del fascismo il Regio Istituto venne intitolato ad Ettore Molinari, chimico di fama, ma anche pacifista e anarchico.
Per ricordare i 75 anni dalla “nascita” abbiamo programmato alcuni eventi.
Programma
Alla sera del 9 Ottobre 2015
Ore 20,30-23 Concerto a cura degli Allievi ed Ex allievi del Molinari
Alla mattina del 10 ottobre 2015
Un seminario su “La chimica e la Pace”
Ore 9,30     Saluti della Preside e delle autorità pubbliche
Ore 10    Intervento del Professor Luigi Cerruti su “La figura di Ettore Molinari: profilo di un chimico, di un anarchico e di un pacifista”
Ore 11      Intervento del Prof. Ferruccio Trifirò su “La dualità della chimica:fra attività belliche e servizio all'umanità”
Ore 12        Intervento del Prof. Franco Bertolucci su “La memoria di Ettore Molinari nelle ricerche storiografiche del Secondo dopoguerra di P.C. Masini e in alcune collezioni di documenti rari”
Ore 12,30   Il “Mio Molinari”: interventi di allievi, ex allievi, docenti e personale tecnico ed amministrativo


I relatori
Professor Luigi Cerruti
Si è laureato in Chimica presso l’Università di Torino nel 1964, ha condotto ricerche in diversi campi della chimica fisica e della chimica quantistica. Dal 1980 si occupa di storia, epistemologia e sociologia delle scienze sperimentali. È stato professore associato di Storia della chimica presso l’Università di Torino. Ha collaborato al progetto della European Science Foundation sulla storia della chimica in Europa. È stato membro del comitato editoriale di HYLE-International Journal for Philosophy of Chemistry, della Commission on the History of Modern Chemistry della International Union of History and Philosophy of Science e del Working Party on the History of Chemistry della European Association of Chemical and Molecular Sciences. È stato membro del comitato scientifico di «CnS. La chimica nella scuola», rivista della Società Chimica Italiana. Già presidente della Divisione di Didattica della Società Chimica Italiana e del Gruppo Nazionale di Fondamenti e Storia della Chimica.
Professor Ferruccio Trifirò

Si é laureato in Ingegneria chimica presso il Politecnico di Milano nel 1963 con una tesi sulla polimerizzazione di alfa olefine con catalizzatori Ziegler- Natta, avendo come relatore il Prof Natta (premio Nobel per la Chimica) e come correlatore il Prof Pasquon.
E’ stato assistente di chimica industriale presso il Politecnico di Milano fino al 1975 e nel 1977 è stato chiamato a Bologna presso la Facoltà di Chimica industriale. come professore straordinario di chimica industriale
 La sua attività di ricerca principale é stata sempre nel campo della catalisi eterogenea applicata alla sintesi dei grandi intermedi, poi di chimica fine ed infine ai problemi di depurazione ambientale.
E’ stato consulente delle Nazioni Unite per l’applicazione di processi catalitici nei paesi in via di sviluppo. Ha ricevuto la laurea honoris causa in tecnologia chimica dall’Università di Bratislava, la medaglia Pino e la medaglia Marotta dalla Divisione di Chimica industriale della Società Chimica Italiana, la medaglia Fauser dal gruppo interdivisionale di catalisi. e la medaglia Paternò dalla Società Chimica Italiana  Ha ricevuto, a Berlino, il premio per "Scientific achievement in oxidation catalysis", da parte del comitato internazionale di catalisi di ossidazione. E’stato direttore de La Chimica e l’Industria dal 1996 al 2013 e dal 2014 è vicedirettore, ma sempre responsabile della redazione della rivista ed è autore di 517 articoli scientifici  e 34 brevetti   e di 170 articoli di carattere divulgativo e didattico pubblicati su La Chimica e l’ Industria  durante la sua carica di direttore
Ferruccio Trifirò è professore emerito dell'Alma Mater dove per anni è stato preside della Facoltà di Chimica Industriale. E’ l'unico italiano nel comitato scientifico (Scientific Advisory Board) dell’Opac, Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Tra i compiti dell’Opac c’è anche quello di “controllare gli avanzamenti della scienza rispetto alla realizzazione di nuove armi chimiche”. Il comitato scientifico è formato da 24 membri e Trifirò è l’unico esperto italiano.
Nel 2013 l'Opac (in inglese Opcw) ha ricevuto il premio Nobel per la pace. L'Accademia di Oslo ha motivato la scelta: per "l'impegno a favore dell'eliminazione delle armi e degli arsenali chimici nei vari scenari di guerra in tutto il mondo".
Il prof. Trifirò ha commentato: “Questo Nobel significa che quello che facciamo non è secondario, ha un senso, un’importanza mondiale
Prof. Franco Bertolucci 
Nato a Pietrasanta (LU) nel 1957, si è laureato in storia contemporanea all'Università di Pisa ed è attualmente direttore della Biblioteca F. Serantini. È stato tra i promotori dell'esperienza della «Rivista storica dell'anarchismo» (1994-2004) e ha partecipato al lavoro di ricerca e di organizzazione del Dizionario biografico degli anarchici italiani (2003-2004). Tra i suoi ultimi lavori vanno ricordati: Pier Carlo Masini. Impegno civile e ricerca storica tra anarchismo, socialismo e democrazia (in collaborazione con G. Mangini) (2008); Nostra patria è il mondo intero. Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale (in collaborazione con M. Antonioli e R. Giulianelli) (2012); «Kein Mann, kein Geld für den Krieg». Italienische Anarchisten und Gewerkschafter und der Erste Weltkrieg, in Ehern, tapfer, vergessen. Die unbekannte Internationale: Anarchistinnen & Syndicalisteinnen und dei Esrte Weltkrieg, Herausg. Andreas W. Hohmann, (2014), pp. 139-180, Pier Carlo Masini, gli studi su Cafiero e la Prima Internazionale, in P.C. Masini, Cafiero, (2014), pp. 233-271. Collabora al Portale storico ToscanaNovecento, promosso dalla rete degli Istituti storici della Resistenza della Toscana ed è animatore della casa editrice BFS.
La Biblioteca Franco Serantini è un centro di documentazione sulla storia politica e sociale del 19. e 20. secolo nato nel 1979 in ricordo di Franco Serantini, un giovane anarchico di origine sarda, morto a Pisa nel 1972 nel carcere del Don Bosco, dopo essere stato percosso e fermato dalla polizia mentre partecipava ad una manifestazione antifascista. La Biblioteca fa parte della rete nazionale degli Istituti storici della Resistenza e della Rete regionale delle biblioteche. Lo scopo principale del centro è quello della conservazione e della valorizzazione della memoria del movimento anarchico, operaio e sindacalista dalla nascita ai giorni nostri; delle “eresie politiche” della sinistra; delle organizzazioni di base, dei gruppi antimilitaristi, femministi e dei movimenti studenteschi sorti in Italia dalla fine degli anni ’60 in poi

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