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martedì 20 settembre 2011

USR Lombardia-AT Milano: Posti aggiuntivi di sostegno – prima assegnazione di risorse in deroga

>>>Posti aggiuntivi di sostegno per far fronte alle necessità delle scuole in relazione all’integrazione degli alunni disabili – decreto – tabelle.
Ecco la nota del USP di Milano Prot. MIURAOOUSPMI R.U. n. 22878 del 20.09.2011
Oggetto: prima assegnazione di risorse in deroga – nota
La presente nota per trasmettere il decreto con cui vengono assegnate in prima istanza alle Istituzioni Scolastiche di Milano e Provincia e di Monza e Brianza 199 posti aggiuntivi di sostegno per far fronte alle necessità delle scuole in relazione all’integrazione degli alunni disabili.
Come preannunciato in precedente comunicazione, questa dotazione, cui farà seguito un’ulteriore che si destinerà alle scuole primarie, non sarà comunque in grado di rispondere alle aspettative che vengono quotidianamente rilevate da questo Ufficio, cui pervengono richieste, più o meno documentate, di Dirigenti Scolastici, esposti di famiglie, intimazioni di avvocati, sollecitazioni varie da Associazioni ed Enti. Un dato di realtà: sono 380 le nuove certificazioni inoltrate dalle scuole e verificate dall’Ufficio Integrazione tra luglio, quando sono state assegnate le 4800 cattedre in organico di fatto, e il 16 settembre.
La materia è resa incandescente dalla sofferenza e dal disagio che vivono gli alunni disabili e le loro famiglie, ma anche i docenti, i Dirigenti Scolastici, gli operatori tutti, gli altri alunni, ecc. E da questo osservatorio non si sottovaluta, anzi non si manca di sottolineare, il difficile compito di chi opera direttamente sul campo, in sede di erogazione del servizio di istruzione e formazione. Si ritiene, d’altronde, del tutto inappropriato essere identificati, o, peggio, fatti identificare dalle famiglie, come controparte.
Merita sottoporre agli interlocutori istituzionali, vale a dire ai Dirigenti Scolastici, alcune considerazioni, che possono giovare a rendere meno esasperati gli animi e ad evitare, per quanto possibile, tensioni o contenzioso:
•al Dirigente di questo Ufficio è stata richiesta dal Direttore Generale precisa assunzione di responsabilità rispetto alla verifica delle condizioni di reale necessità che hanno determinato l’assegnazione di queste ulteriori 199 posti. La nota prot. 9860 del 14 settembre 2011 recita testualmente che i Dirigenti dell’UST “attesteranno sotto la propria responsabilità la diretta e dettagliata analisi dei singoli casi, nonché l’avvenuta valutazione di tutte le risorse di docenti di sostegno e di posto comune complessivamente attribuite alle classi di cui fanno parte gli alunni disabili e delle risorse di assistenza assegnate agli alunni stessi “. Nell’accettare onori e oneri di competenza, si sottolinea come tale responsabilità è da intendersi condivisa nello specifico dei singoli casi e provvedimenti con i Dirigenti Scolastici che devono aver fatto, e andranno comunque a fare, le opportune verifiche, atte a garantire che le nuove dotazioni ottenute corrispondono ad una situazione di emergenza in cui tutte le altre risorse disponibili (ore a disposizione, contitolarità, completamenti orari, utilizzo su progetti) sono state utilizzate in un’ottica di reale priorità d’impiego: e che cosa viene prima dell’integrazione degli alunni disabili e del loro diritto allo studio? Ci si aspetta anche che si sia determinata, e si determini, attenta valutazione dell’opportunità o meno di disporre nelle classi compresenze di due o più insegnanti di sostegno, l’utilizzo di insegnanti di sostegno a supporto della classe del disabile durante l’orario di mensa invece, per esempio, dell’educatore o dell’assistente all’autonomia, l’impiego contemporaneo di insegnante di sostegno ed educatore, ecc.
•i trasferimenti, la mancata frequenza scolastica di alunni disabili in gravi condizioni, la rinuncia alla iscrizione, l’inserimento a tempo parziale a scuola: sono tutti elementi che un Dirigente Scolastico sa di dover comunicare all’Ufficio e che concorrono a determinare eventuale indebita gestione di risorse, in assenza di una precisa autorizzazione, che questo Ufficio non mancherà di dare a fronte di una valutazione complessiva della situazione dell’istituzione e delle classi con disabili.
•questo Ufficio non assegna dotazioni ad personam agli alunni disabili. La dotazione di sostegno alla scuola risulta da un complesso di elementi, che comprendono la valutazione o meno della gravità dell’handicap desunta dal documento di certificazione (verbale del Collegio), la considerazione del percorso scolastico effettuato, gli elementi di complessità del contesto (numero complessivo di alunni, plessi, composizione delle classi). E’ del tutto superfluo richiedere o far richiedere alle famiglie “le valutazioni” del GLH provinciale: la somma delle “valutazioni” non corrisponde mai alla dotazione. Gioverebbe anche in sede di assegnazione di risorse poter contare su una richiesta “equilibrata” e sensata di risorse, che solo può scaturire dalla valutazione di chi sul campo verifica i deficit e le potenzialità del bambino: richieste generalizzate di un rapporto 1:1 risultano fuorvianti e ingenerano solo confusione/frustrazione. Sembra tutelino, ma aggiungono problema a problema. Si coglie l’occasione per precisare che l’Ufficio non si sottrarrà alle richieste di accesso agli atti di soggetti portatori di interesse, ma d’ora in avanti attesterà esclusivamente di aver preso atto di condizioni di gravità o meno.
•gli stessi Dirigenti Scolastici, nel rispetto della norma vigente e di un principio pedagogico fondamentale, nei loro atti formali non possono assegnare dotazioni di sostegno al singolo alunno disabile, ma vanno ad attribuirle alla classe in cui è inserito (fatte salve diverse, specifiche, ingiunzioni dell’autorità giudiziaria). Un attento rispetto di questa procedura può giovare anche a evitare fraintendimenti da parte delle famiglie o, peggio, elementi di pregiudizio dell’azione dell’Amministrazione in sede di contenzioso. Ci si augura di non dover avere la necessità di valutare comportamenti superficiali in tal senso ai fini di rivalsa.
Certi di non aver minimamente esaurito con queste poche righe l’approfondimento delle problematiche relative all’integrazione e all’utilizzo delle risorse di sostegno, si augura buon lavoro e si resta a disposizione a valutare ulteriori istanze o richieste, purché configurate in termini di realismo e di correttezza nelle relazioni istituzionali.
Il Dirigente Giuseppe Petralia
I precari :« Sul sito dell’USP Milano è uscita una nota vergognosa inviata dal Provveditore provinciale Giuseppe Petralia e indirizzata a tutti i Dirigenti scolastici, allegata all'elenco delle insufficienti disponibilità di cattedre di sostegno in deroga uscito oggi.
Di fatto l'USP Milano ammette la situazione drammatica sul sostegno ma dichiara spudoratamente di non voler porre rimedio. Anzi fa molto di più, scarica la palla sui DS, li irreggimenta con vere e proprie minacce e delinea per il futuro prossimo un funzionamento sul sostegno che normatizzi la mancanza di ore e di insegnanti: rapporto docente-alunni diversamente abili che salta, utilizzo oltre ogni limite degli educatori, non rispetto dei limiti di alunni per classe in presenza di un compagno diversamente abile, cancellazione delle compresenze.
E Petralia impone a tutti i DS di contribuire a imporre a studenti, genitori, insegnanti e ATA questo sistema basato sull’accettazione dei tagli, sul non rispetto effettivo del diritto allo studio, sull’impoverimento generale della qualità della scuola pubblica. Gli stessi DS vengono accusati da Petralia, insieme evidentemente a tutti noi altri lavoratori della scuola, di “istigare” le famiglie (considerate evidentemente manovrabili e incapaci di avere un’opinione personale e di fare le loro valutazioni su ciò che vedono e vivono direttamente) a fare ricorsi e a protestare.
Questa nota, a parte il tono intimidatorio e il pericoloso precedente che rischia di costituire per il futuro della qualità del sostegno nelle scuole, mette tuttavia in luce alcune cose positive:
1. La nostra azione collettiva di pressione costante e coordinata (soprattutto degli insegnanti precari disoccupati e in attesa di nomina) sotto il Palazzo del provveditorato e sui suoi massimi dirigenti sta funzionando perché sta mettendo l’Amministrazione in seria difficoltà, obbligando questa a giustificarsi e a cercare di imporre una “stretta” sui Dirigenti scolastici che a loro volta dovrebbero frenare sul nascere le giuste proteste di insegnanti e genitori “liberando” USP e USR da questa nostra pressione e dall’attenzione dei media. BISOGNA CONTINUARE;
2. L’azione dei genitori dei figli diversamente-abili, non solo attraverso i ricorsi individuali ma diretta e collettiva come quella effettuata da alcune associazioni auto-organizzate, per il rilievo che ha verso l’opinione pubblica, contribuisce in maniera fortissima a svelare come i tagli, lungi dal razionalizzare le risorse e rappresentare riforme epocali, stiano in realtà rapidamente distruggendo la scuola pubblica italiana sostituendola con una scuola dell’esclusione, eliminando di fatto il diritto allo studio degli studenti diversamente-abili e peggiorando la qualità di vita e di lavoro di migliaia di studenti, famiglie e lavoratori della scuola;
3. E’ in corso un conflitto interno ai vari livelli dell’Amministrazione (MIUR, USR, USP, DS) causato dall’oggettivo caos attuale nelle scuole dovuto ai tagli imposti dall’alto, in cui ogni livello cerca di scaricare le proprie responsabilità su un altro livello, conflitto di cui noi dobbiamo approfittare se non vogliamo che questo stesso conflitto venga risolto internamente, legalizzando un sistema che assorba l’impatto dei tagli a danno di studenti, genitori e lavoratori della scuola;
4. Per quanto l’USP e di conseguenza l’USR si dichiarino “impotenti” di fronte all’emergenza sostegno (ma c’è anche le emergenze dovute alla mancanza di insegnanti di materia nelle classi, alle classi sovraffollate, alla riduzione di ore e di compresenze ecc.) noi lavoratori della scuola sappiamo bene, e lo sanno anche i genitori, che il dottor Petralia, Direttore USP e il dottor Colosio, Direttore USR hanno gli strumenti per porvi rimedio ed è appunto quello della deroga. Non farlo e concedere solo le briciole come fatto oggi manifesta la loro mancanza di volontà, il loro ruolo di meri esecutori dei tagli ordinati dalla coppia Gelmini/Tremonti e di becchini della scuola pubblica. Tutto ciò rappresenta una vergogna ed è una grave responsabilità che va in capo a quei massimi Dirigenti».

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